DSA: DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO. COSA SONO E COME GESTIRLI

“E’ pigro. E’ svogliato. Potrebbe fare di più ma non si applica.

Non si concentra, ha la testa sempre tra le nuvole…”

Sono frasi ricorrenti che gli insegnanti rivolgono ai genitori parlando del rendimento scolastico dei figli.

Ma può capitare che questi comportamenti, riconosciuti con termini quali “svogliatezza” o “pigrizia”, nascondano in realtà dei disturbi che poco hanno a che fare con la volontà del bambino o del ragazzo.

Si chiamano Disturbi Specifici di Apprendimento, comunemente conosciuti con l’acronimo DSA, e si manifestano in età scolare attraverso atteggiamenti che spesso vengono scambiati per qualcosa di diverso.

 

Si dividono in: Dislessia, Disortografia, Discalculia e Disgrafia.

  • Dislessia: disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella velocità e correttezza in lettura. 
  • Disortografia: disturbo specifico della scrittura che si manifesta con difficoltà nella correttezza ortografica;
  • Disgrafia: disturbo specifico della grafia che si manifesta con una difficoltà nell’abilità della realizzazione grafica in compiti di scrittura;
  • Discalculia: disturbo specifico delle abilità numeriche e di calcolo che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e nell’elaborazione dei numeri.

I bambini con DSA appaiono spesso disorganizzati, distratti, poco interessati agli argomenti di studio. Fanno fatica a memorizzare i contenuti, perdono facilmente la concentrazione in classe.

Questa condizione può provocare ansia nei genitori ma, soprattutto, può essere vissuta dallo studente come un problema perché non riesce a rispondere alle richieste scolastiche.

E’ importante, quindi, inquadrare precocemente la possibile presenza di un DSA al fine di agevolare un atteggiamento di supporto dello studente evitando di scatenare in lui sensazioni di disagio e di frustrazione.

Ma cerchiamo di capirne di più.

Innanzitutto chiariamo che i DSA non sono una malattia.

Si tratta di disturbi del neuro-sviluppo con origine biologica. Essi dipendono dalle diverse modalità di funzionamento delle reti neuronali coinvolte nei processi di lettura, scrittura e calcolo.

Non sono causati da un deficit di intelligenza, da problemi ambientali o psicologici e nemmeno da deficit sensoriali.

Infatti, nei bambini con Disturbo Specifico di Apprendimento, a fronte di una caduta nella prestazione relativa ad alcune abilità scolastiche di base, riscontriamo livelli normali di funzionamento intellettivo, a volte anche superiori alla media.

iò che caratterizza lo studente con DSA è la discrepanza tra le adeguiate competenze cognitive e le palesi difficoltà circoscritte agli apprendimenti scolastici.

Questa neuro-diversità è INNATA e NON È TRANSITORIA ma accompagna l’individuo per tutta la vita. Quindi non si “guarisce” dai Disturbi Specifici di Apprendimento ma le difficoltà che li caratterizzano possono essere compensate con il tempo attraverso una buona attività di potenziamento degli apprendimenti di base e, soprattutto, grazie ad una loro precoce individuazione e ad una tempestiva diagnosi.

I DSA rientrano nell’ambito dei Bisogni Educativi Speciali e si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza, cioè, di patologie neurologiche e di deficit sensoriali.

Possono però costituire una limitazione importante per alcune attività della vita scolastica, per questo la Legge N.170/2010 stabilisce il diritto degli alunni con DSA a una didattica personalizzata.

In Italia si stima che ci sia almeno un alunno con DSA per classe e che, in totale, siano quasi 3 milioni le persone con Disturbi Specifici di Apprendimento anche se, ad oggi, non esistono dati ufficiali.

Questo è dovuto al fatto che questi disturbi sono diagnosticati in maniera diffusa da meno di 20 anni: molti adulti non sono quindi in possesso di una certificazione diagnostica.

Cosa dobbiamo fare se nutriamo il sospetto che nostro figlio abbia un DSA?

E’ importante sapere che queste difficoltà, proprio per le ricadute che hanno a livello scolastico e non solo, devono essere gestite congiuntamente da genitori, specialisti ed insegnanti e, se guidato e accompagnato, dal bambino stesso.

Ecco alcune indicazioni utili:  

  • Affidarsi ad un’equipe di professionisti (neuropsichiatra infantile, psicologo e logopedista) che possa approfondire, con il supporto di strumenti specifici, il profilo delle funzioni di apprendimento del bambino, così da riconoscere punti di forza e di debolezza.
  • Valutare, su consiglio del professionista, se intraprendere un percorso di potenziamento delle abilità più fragili (attenzione, memoria), affiancandolo con attività mirate al potenziamento delle abilità di Lettura, Scrittura e Calcolo.
  • Lavorare sia a casa che a scuola sul metodo di studio e sulle abilità meta-cognitive, per permettere al bambino di trovare e costruire le proprie strategie (organizzazione del pomeriggio di studio con pause annesse, utilizzo di mappe, molteplicità di canali di apprendimento) per semplificare lo studio ed agevolare il raggiungimento degli obiettivi.
  • Utilizzare gli strumenti compensativi (ad esempio, computer, calcolatrice, mappe) per limitare il sovraccarico cognitivo e quindi l’esaurimento rapido delle risorse cognitive a disposizione.
  • Non colpevolizzare il bambino per la sua scarsa capacità di concentrazione! E’ necessario riconoscere che questa difficoltà fa parte del suo Disturbo di Apprendimento e quindi non sempre è legata alla sua svogliatezza o scarsa motivazione.

Anche in questo ambito, Marilab Infernetto si pone come Centro di Riferimento sul territorio con un’Equipe di Professionisti riconosciuta dalla Regione Lazio per il rilascio di Certificazioni DSA valide ai fini scolastici.

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